martedì 17 ottobre 2017

Recensione "La rilegatrice di storie perdute" di Cristina Caboni

Buongiorno lettori,
oggi voglio parlarvi dell'ultimo romanzo di un'autrice che adoro.
Si tratta de "La rilegatrice di storie perdute", di Cristina Caboni.
Buona lettura!


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La copertina finemente lavorata avvolge le pagine ingiallite dal tempo. Con gesti delicati ed esperti Sofia sfiora la pelle e la carta per restaurare il libro e riportarlo al suo antico splendore. La legatoria è la sua passione. Solo così riesce a non pensare alla sua vita che le sta scivolando di mano giorno dopo giorno. Quando arriva il momento di lavorare sulle controguardie, il respiro di Sofia si ferma: al loro interno nascondono una sorpresa. Nascondono una pagina scritta a mano: è la storia di una donna, Clarice, appassionata di arte e di libri. Un'abile rilegatrice vissuta nel primo Ottocento, quando alle donne era proibito esercitare quella professione. Una donna che ha lottato per la sua indipendenza. Alla luce fioca di una candela ha affidato a quel libro un messaggio lanciato nel mare del tempo, e una sfida che può condurre a uno straordinario ritrovamento chi la raccoglierà. Sofia non può credere al tesoro che ha tra le mani. Quella donna sembra parlare al suo cuore, ai suoi desideri traditi. È decisa a scoprire chi sia, e quale sia il suo segreto. Ad aiutarla a far luce su questo mistero sarà Tomaso Leoni, un famoso cacciatore di libri antichi ed esperto di grafologia. Insieme seguono gli indizi che trovano pagina dopo pagina, riga dopo riga, città dopo città. Sono i libri a sceglierci, e quel libro ha scelto Sofia. Dopo più di duecento anni, solo lei può ridare voce a Clarice. E solo la storia di Clarice può ridare a Sofia la speranza che aveva perduto. Perché la strada per la libertà di una donna è piena di ostacoli, ma non bisogna mai smettere di mirare all'orizzonte.


La duplice storia di Clarice e Sofia mi ha colpita e affascinata moltissimo. La Caboni ci abituati a romanzi straordinari e interessanti che hanno sempre un tema originale attorno al quale ruota l'intera vicenda. In questa storia si parla di libri e di un mistero nascosto tra le pagine di una antica collezione letteraria. Ho apprezzato entrambe le protagoniste, per motivi diversi. Sono due modelli femminili di forza e passione che hanno bisogno una dell'altra per completarsi e garantire il finale perfetto.

Guarda Clarice, i libri non sono solo storie.
Tutto in essi è arte. Sai cos'è l'arte, mia piccola principessa?
(...) E' una delle massime espressioni dell'ingegno umano, tesoro.
E' la creatività. Senza, saremmo ben poco.

Nonostante siano separate da secoli di distanza, Clarice e Sofia sono fortemente collegate dalla stessa passione e dalla stessa personalità. Tomaso Leoni, un grafologo dal fascino indiscutibile, si è dimostrato un'ottima spalla per Sofia e un personaggio interessante e completo. Il tema romantico è trattato con delicatezza ma è il vero motore della storia. E' una romanzo appassionante, in ogni sua parte. L'autrice dimostra una profonda conoscenza della materia in questione e ne descrive ogni piccola sfumatura. Sembra quasi di poter sentire sotto le mani la pelle levigata di una copertina e l'odore inconfondibile delle pagine grazie alle vivide e dettagliate caratterizzazioni.

Non c'è nulla che ti possa rendere libera quanto un libro.
Nelle sue pagine troverai sempre uno spazio.
Sarai tu a decidere come utilizzarlo.

Ho letto tutti i libri di questa autrice perciò conosco bene l'elegante e ricercata scrittura che accompagna i suoi romanzi. Quello che non mi aspettavo, era trovare una storia in grado di superare tutte le precedenti e che ho divorato nel giro di qualche ora.
E' stato bellissimo viaggiare per mezza Europa, scoprire misteri e segreti sepolti tra le pagine di libri perduti, è una storia dal ritmo travolgente che promuovo a pieni voti.
Consigliatissima!


Altri romanzi dell'autrice:

- Il sentiero dei profumi → Recensione

- La custode del miele e delle api → Recensione

- Il giardino dei fiori segreti → Recensione




lunedì 16 ottobre 2017

Recensione "Magic" di V.E. Schwab

Buongiorno a tutti,
oggi parliamo di una delle ultime uscite interessanti di Newton Compton, "Magic", firmato dalla penna di V.E. Schwab.
Buona lettura!


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Kell è uno degli ultimi maghi della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, nelle quali accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Grigia, la più noiosa delle versioni di Londra, quella priva di magia. Ma Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere piccoli scorci di realtà ai quali, solo con le proprie forze, non avrebbero mai accesso. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale, e infine lo convince a seguirla in una nuova avventura. Ma la magia è un gioco pericoloso e se vuoi continuare a giocare prima di tutto devi imparare a sopravvivere…

Ho sentito parlare benissimo del libro, perciò non potevo non leggerlo per scoprire il risultato della mente geniale della Schwab. Il libro è un urban fantasy ambientato in diverse versioni di Londra.
Kell è un mago, uno degli ultimi rimasti. La sua capacità di attraversare le varie dimensioni, lo rende prezioso e lo pone in costante pericolo. Non si scherza con la magia e i suoi elementi, Kell lo sa bene, ma l'uomo sottovaluta i pericoli derivanti da oggetti magici.


Ho apprezzato molto anche il personaggio di Lila e la strana alchimia che si viene a creare con Kell. 
La narrazione, pur spostandosi di continuo tra una Londra e l'altra, è molto chiara e lineare. Ogni versione della città ha una sua caratteristica e un suo ruolo nello stato delle cose. Gli abitanti sono confinati nei loro mondi e costretti a vivere secondo le regole del posto a cui appartengono. La battaglia di Kell per impedire il collasso del sistema è una corsa al cardiopalma.


Dopo un inizio confusionario, la storia prende il via e acquista un ritmo appassionante.
Ho terminato il libro in un lampo spinta da una curiosità crescente, mi è piaciuto il fatto di vedere due personaggi alla pari e incredibilmente affascinanti. E' un libro coinvolgente al massimo che conferma la bravura di un'autrice straordinaria e dalla fervida immaginazione.
Consigliatissimo agli amanti del genere e non.




sabato 14 ottobre 2017

[Segnalazione] "L'una di Ferragosto" di Michele Renzullo

Buongiorno a tutti,
oggi vi segnalo un romanzo interessante direttamente dal mondo del self publishing.
Si tratta de "L'una di Ferragosto", quarto libro di Michele Renzullo.
Scopriamo insieme copertina e trama.
Buona lettura!


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Questa è la storia di Patrik, un ingegnere informatico, la cui programmatica vita in Finlandia sta cominciando a non rispondere più ai soliti comandi. La carriera, la fidanzata, la famiglia: tutto sembra disconnettersi dalla quotidianità e perdere senso. Ma è anche la storia di Dona Lucelia, una sacerdotessa brasiliana della religione Candomblè, alle prese con una minaccia che incombe su suo nipote Pedro e su tutta la sua numerosa famiglia. I colori, i sapori, gli odori della Bahia degli anni ‘70 fanno da sfondo alle vicende di questa dinastia. Le due storie si intrecciano tra di loro a capitoli alterni, fino a quando Patrik tocca il fondo e trova il punto di svolta, partendo per il Brasile e svelando la relazione tra due mondi così diversi e così distanti.


L'AUTORE:

Michele Renzullo nasce a Milano. 
Da 7 anni vive a Dublino. 
E' appassionato di arte, scrittura, marketing e imprenditorialità. 
L'una di Ferragosto è il suo quarto romanzo. 

venerdì 13 ottobre 2017

[Baby's Book] "Addio, Fairy Oak" di Elisabetta Gnone

Buongiorno lettori,
oggi torno a parlarvi di libri per bambini/ragazzi con l'ultimo libro della serie 'I misteri di Fairy Oak' firmata dalla brillante penna di Elisabetta Gnone.
Buona lettura!


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Felì è tornata a casa. Nei quindici anni che ha trascorso lontano, ha sempre scritto alle compagne rimaste a casa, descrivendo il villaggio, le bambine e tutte le incredibili avventure che viveva con loro e i loro fantastici amici. Al punto che ora le fate vogliono saperne di più, desiderano che lei racconti ancora, anzi, che non smetta mai! Chiedono altre storie, nuovi aneddoti, di sapere tutto del villaggio della Quercia Fatata e dei suoi abitanti. Felì accetta di buon grado e promette quattro nuovi racconti: le permetteranno di restare in compagnia dei suoi ricordi e di rivivere quei bellissimi giorni. Sì, ma per quanto ancora? Prima o poi dovrà separarsi dal passato e affrontare il futuro. Lei lo sa, e ora, che manca solo un racconto, sente il cuore batterle forte: riuscirà a dire addio a Fairy Oak? La sua ultima storia è intensa e commovente, e tuttavia cela un mistero, e svela una profezia... 

Il momento tanto atteso e temuto è arrivato, l'ultimo libro della serie di Fairy Oak è stato un mix di emozioni e magia. L'autrice ci ha regalato uno splendido epilogo, leggermente più lungo rispetto ai romanzi precedenti.
Il punto forte del libro è, come per gli altri, tutta la parte illustrata e curatissima dell'edizione. 
Felì è la protagonista assoluta della storia, il suo addio al magico mondo di Fairy Oak è ormai imminente o non più procrastinabile. L'ultimo racconto è emozionante e carico di nuovi aneddoti e misteri.


La narrazione scorrevolissima e leggera, ci regala una carrellata veloce di tutti i personaggi incontrati nei vari libri, salutiamo così le gemelle, Capitan Grisam, Flox e tanti altri.
Le descrizioni sono sempre ricche di dettagli e molto allegre.
Questa serie ci ha insegnato i valori più importanti della vita in maniera allegra e spensierata. 


L'epilogo è commovente ma inaspettato. Non sono sicura che non sentiremo più parlare di Fairy Oak ma, per il momento, il nostro viaggio si conclude.
Consigliatissimo per i vostri bimbi ma anche per i lettori che non smettono mai di sognare grazie alla magia dei libri.
Da Fairy Oak è tutto, grazie Elisabetta Gnone!


Nelle puntate precedenti:

- Capitan Grisam e l'amore > QUI

- Gli incantevoli giorni di Shirley > QUI

- Flox sorride in autunno > QUI





giovedì 12 ottobre 2017

Recensione "Il castello Rackrent" di Maria Edgeworth

Buongiorno a tutti,
anche oggi vi parlo di un romanzo storico molto interessante edito da Fazi Editore, una casa editrice che è sempre una garanzia su questo genere.
Il libro in questione è "Il castello Rackrent" firmato da Maria Edgeworth.
Buona lettura!


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Thady Quirk è il vecchio servitore di un'antica famiglia anglo-irlandese. Nel corso della sua lunga vita trascorsa al castello Rackrent (letteralmente il castello "arraffa-affitti") ha assistito alla progressiva decadenza dei suoi aristocratici padroni: Sir Patrick, che riempie la casa di ospiti e si ubriaca fino alla morte; Sir Murtagh, il suo erede, un "grande avvocato" che rifiuta di pagare i debiti di Sir Patrick "per una questione d'onore"; e Sir Kit, giocatore d'azzardo che alla fine vende la proprietà al figlio di Thady. Generazione dopo generazione, il graduale declino della famiglia diventa la simbolica premonizione dei profondi cambiamenti che investiranno la società irlandese e dei problemi che, a oltre duecento anni di distanza, sono ancora ben lontani dall'essere risolti.

Questo romanzo è un dettagliato spaccato di vita quotidiana di un'antica famiglia irlandese.
La voce narrante è il vecchio servitore del castello, Thady Quirk, spettatore di tanti siparietti sconosciuti agli occhi esterni. La famiglia proprietaria del castello è trascinata in una spirale discendente fatta di debiti e scandali mal celati. 
I vari personaggi che si susseguono sono numerosi e dalle personalità variopinte e particolari. 
Tra tutti, l'unico degno di nota e che mi ha ispirato una certa simpatia è Sir Kit, un giocatore d'azzardo incallito che segnerà la rovina definitiva per questa famiglia.
Lo stile dell'autrice è consono all'epoca ma risulta di non facile lettura, il glossario finale è fondamentale per riprendere un po' le sorti di un romanzo di difficile comprensione.
Tante frasi e metafore confermano la bravura dell'autrice e ne caratterizzano lo stile.
Pur trattandosi di una storia brevissima, ho apprezzato la trama e i modi diretti ma ironici del narratore. 
Le uniche cose che non mi hanno permesso di apprezzare a pieno il romanzo, sono state la prosa impegnativa e la poca o nulla caratterizzazione dei personaggi. In compenso l'ambientazione è stata ampiamente descritta, il castello e l'atmosfera che aleggia intorno ad esso è molto affascinante .
E' stata una lettura carina ma ideale solo per appassionati del genere o dell'epoca storica.